La Scarzuola è una magica e misteriosa “città ideale” creata nelle valli umbre, vicino a Montegabbione, in provincia di Terni. Questo luogo unisce un antico convento francescano del ‘200 a una surreale città-teatro di pietra, costruita tra il 1958 e il 1978 dall’architetto milanese Tomaso Buzzi. Il sito è ancora oggi custodito e curato dal nipote Marco Solari. Sei curioso? Conociamolo. Buona lettura!
Ho avuto modo di visitare quello che è un vero e proprio percorso alchemico nel 2018 e ho avuto modo di interagire con Solari, guida eccentrica e particolare, che molto teatralmente sa trasmettere concetti legati a magia, simboli e all’esoterismo di cui questo luogo è “libro”. Ve ne parlo un po’, con qualche foto da me scattata per l’occasione.
Il nome de La Scarzuola deriva dalla scarza, una pianta palustre e acquatica con cui San Francesco d’Assisi, secondo la storia tramandata, ha costruito una piccola capanna nel 1218 dove è stato poi fondato il convento originario. Intorno a quel rifugio i Conti di Marsciano, proprietari delle terre, nel 1282 hanno fatto nascere una chiesa e un convento in onore del Santo e a memoria dell’evento, custoditi dai frati per secoli.
L’architetto milanese Tomaso Buzzi ha acquistato l’area nel 1956 e ha creato una gigantesca scenografia teatrale, simile ad altre mete come la forse più conosciuta Bomarzo, in provincia di Viterbo nel Lazio.

La Scarzuola non è solo un’opera architettonica, ma è stata ideata da Buzzi come un vero e proprio percorso iniziatico ed esoterico ispirato all’opera Hypnerotomachia Poliphili (il combattimento amoroso in sogno di Polifilo), che, pubblicata a Venezia nel 1499 dall’editore Aldo Manuzio e attribuita al frate Francesco Colonna, è considerata uno dei libri più misteriosi, complessi e affascinanti del Rinascimento italiano.
Tomaso Buzzi ha concepito la sua città ideale come un viaggio della mente e dell’anima, dove il visitatore deve perdersi per poi ritrovare se stesso.

Durante la mia visita in gruppo con altre persone, Marco Solari, nipote di Buzzi ed erede di questo gioiello, ha esaltato la natura esoterica del posto e ci ha spiegato come oltre alle fontane, torri, sculture, scale cieche o interrotte, porte e simboli vari, lo stesso terreno all’interno della Scarzuola è “cosparso” di simboli precisi, che calpestati sarebbero degli “attivatori” per le coscienze, con funzioni specifiche. Veri e propri scalini che scandiscono un percorso evolutivo per chi è pronto ad accoglierlo.
Se si ha una certa sensibilità e una familiarità con determinate discipline e conoscenze “sottili”, è forte la sensazione di quanto il posto “comunichi” e non sia solo una messa in scena teatrale. Che si comprendano mentalmente i significati o meno.
Senza troppi giri di parole, Solari ci ha anche raccontato che proprio per questi motivi il posto è visitato anche da “persone di potere”, alcune appartenenti a determinati gruppi più o meno interessati al bene dell’umanità e favorevoli al risveglio delle coscienze umane in nome della libertà e dell’evoluzione.
Non aggiungo altro, ma molto si è detto e condiviso.
Aneddoti
Buzzi era un architetto molto noto e richiesto dall’alta borghesia milanese. Per lui la Scarzuola era un potente sfogo creativo, costruito volutamente il tufo, un materiale friabile e soggetto a rapida erosione.
Prima di morire nel 1981, l’architetto ha lasciato scritta la volontà che la natura prendesse il sopravvento sull’arte, lasciando che la città cadesse progressivamente in rovina e venisse divorata dalla vegetazione, scomparendo come un antico mito.
Invece, il nipote, che lavorava nell’alta finanza a Milano, alla morte dello zio ha scoperto che nessuno in famiglia voleva ereditare il sito. Ha deciso così di lasciare la sua carriera, trasferendosi in Umbria per completare la città seguendo i disegni lasciati dallo zio.
Inoltre, nel 1989 lo Stato italiano ha dichiarato la Scarzuola patrimonio artistico nazionale, bloccandone per legge il degrado.
Oggi, Solari continua a ricevere i visitatori e si occupa lui stesso di guidarli nelle varie zone della città, spiegando alcuni dei significati principali. Non una guida qualunque: in modo molto teatrale e diretto si diverte a svelare, provocare, a innescare micce in chi lo ascolta, lasciandolo al cancello di uscita con molte domande…
Inutile dire che qualcuno esca da lì infastidito! Un ottimo segno: “La Scarzuola è una supposta. Una volta entrati agisce lentamente”. M. Solari.

Ecco alcuni dei simboli principali che s’incontrano durante il viaggio dell’eroe iniziatico, dalla morte (trasformazione interiore) alla rinascita.
- La Grande Bocca di Medusa: rappresenta l’ingresso negli inferi e l’inizio del viaggio psicologico del visitatore. Divorando chi entra, simboleggia la morte dell’uomo profano.
- I Labirinti e le Scale Interrotte: molte scale non portano a nulla o cambiano direzione improvvisamente. Rappresentano i dubbi, gli errori e le deviazioni necessarie nella vita prima di raggiungere la conoscenza.
- La Vasca della Balena (o Giona): richiama il mito biblico di Giona inghiottito dal mostro marino. Simboleggia il periodo di isolamento e riflessione profonda prima di rinascere a nuova vita.
- I 7 Teatri: rappresentano le diverse tappe della vita umana e della conoscenza. Ognuno mette in scena un aspetto della condizione dell’uomo.
- La Torre di Babele: simboleggia lo sforzo dell’uomo di elevarsi verso il cielo e la successiva frammentazione della comprensione universale.
- I Tre Templi Sovrapposti: rappresentano l’evoluzione spirituale dell’essere umano.
Si passa dal Tempio di Apollo (la luce e le arti), al Tempio di Venere (l’amore e la terra), fino al Tempio di Giano (il dio bifronte delle porte, che guarda al passato e al futuro). - L’Occhio Alchemico: simbolo della vigilanza spirituale e della “visione interiore”
che va oltre le apparenze del mondo materiale.
Per approfondire e prenotare le visite a La Scarzuola:
www.lascarzuola.com-prenotazione-visita-la-scarzuola
