“Murmur”, il progetto solista strumentale di Gianluca Bove. L’intervista

Murmur, il progetto solista strumentale di Gianluca Bove

Gianluca Bove è un informatico, scrittore e chitarrista di Latina. “Murmur”, pubblicato quest’anno, è un suo progetto solista strumentale, autoprodotto, per chitarra, dove rock e funk “incontrano suggestioni progressive, elettroniche e atmosferiche”. I sei brani sono disponibili su Youtube, Spotify e Amazon Music. Gianluca ci racconta di questo suo lavoro nel dialogo che segue. Buona lettura e buon ascolto!

Gianluca, benvenuto a Racconti d’Arti. Cos’è Murmur?

Murmur è un disco strumentale costruito principalmente intorno alla chitarra.

Sono sei brani, circa ventitré minuti di musica, nei quali ho cercato di mettere insieme cose che musicalmente mi appartengono da sempre: rock, funk, suggestioni progressive, elettronica, improvvisazione e soprattutto il suono della chitarra.

Non volevo però fare un disco “da chitarrista”, nel senso classico del termine, con la chitarra sempre davanti a tutto e il resto utilizzato come accompagnamento.

Mi interessava di più costruire piccoli ambienti sonori, lasciare spazio alle atmosfere e usare la chitarra come una voce.

 

Come è nato il progetto?

In maniera abbastanza naturale, mettendo insieme brani e idee che avevano qualcosa in comune anche se non erano necessariamente nati pensando a un album.

A un certo punto mi sono accorto che quelle composizioni stavano raccontando la stessa cosa con linguaggi leggermente diversi. C’era un filo che le univa: il rapporto tra melodia, groove, improvvisazione e spazio. Da lì è diventato Murmur.

Anche il titolo mi piace proprio per questo. Un “murmur” è qualcosa che non ha bisogno di alzare la voce per farsi sentire. Mi sembrava adatto a un disco senza parole.

 

Che tipo di musica troviamo nell’album?

È difficile darle un’etichetta unica. C’è sicuramente il rock, c’è il funk, ci sono passaggi che vengono dal progressive e altri più elettronici o atmosferici, poi c’è Dreamland che è un po’ in rottura col resto, ma è omaggio a una delle mie band preferite, gli Incognito.

La chitarra rimane il centro del progetto, ma cambia continuamente funzione: a volte porta la melodia, altre volte diventa ritmica, altre ancora lavora quasi sul colore e sull’atmosfera. È probabilmente questo l’elemento che tiene insieme i sei brani.

 

Perché la scelta dello strumentale?

Mi piace l’idea che un pezzo possa suggerire qualcosa senza dire all’ascoltatore esattamente cosa deve immaginare.

Una canzone con un testo inevitabilmente ti porta dentro una storia. Con la musica strumentale quella storia la completa chi ascolta. Io posso darle un titolo, un’atmosfera, una direzione, poi da quel momento non appartiene più soltanto a me.

 

Qual è il tuo rapporto con la chitarra?

È lo strumento attraverso il quale mi viene più naturale pensare musicalmente. Negli anni ho suonato soprattutto soul, blues e funk dal vivo, dove improvvisazione e rapporto con gli altri musicisti hanno un peso enorme.

Il progetto solista mi permette invece di esplorare un’altra parte di quel rapporto con lo strumento, più personale e compositiva.


C’è un brano che rappresenta meglio Murmur?

Probabilmente il brano che dà il titolo al disco, proprio perché contiene il senso complessivo del progetto.

Ma considero Murmur un piccolo percorso e preferisco che ognuno trovi il proprio punto d’ingresso. I sei pezzi hanno caratteri differenti e proprio per questo raccontano lati diversi dello stesso modo di intendere la musica.

E dopo Murmur?

Murmur per me non è un punto di arrivo. È soprattutto il primo modo organico di raccogliere una parte della musica che scrivo e del mio rapporto con la chitarra.

L’idea è continuare a pubblicare musica, senza sentirmi obbligato a rimanere dentro un genere preciso e lasciando che ogni progetto trovi il proprio linguaggio.

 

La tracklist

  1. Empty Threat – 2:45
  2. Dreamland – 4:42
  3. Syd Heart – 3:55
  4. Murmur – 3:58
  5. Sacral Syncope – 4:59
  6. Inspired – 3:17


Nota biografica

Gianluca Bove

Gianluca Bove è informatico, scrittore e chitarrista. La sua attività musicale attraversa soul, funk e rock, sia attraverso l’esperienza dal vivo sia attraverso la composizione e la produzione di musica originale.

Nel 2026 pubblica Murmur, progetto solista strumentale per chitarra composto da sei brani, nel quale rock e funk incontrano suggestioni progressive, elettroniche e atmosferiche.

La chitarra rimane il centro della sua ricerca musicale, utilizzata non soltanto come strumento solista, ma come voce, elemento ritmico e materia sonora.

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