Dal mito navale ai codici segreti: viaggio nel significato del “fil rouge”, il filo che unisce

viaggio nel significato del fil rouge

Il fil rouge (filo rosso) è un’espressione metaforica francese ormai entrata in modo stabile nel lessico italiano dagli anni ’80 (è attestato nel 1985), che indica un filo conduttore, ovvero il tema centrale, l’elemento unificante o la logica che collega tra loro le diverse parti di un discorso, un’opera, un progetto o una storia. Quella che segue è una piccola ricerca che ho fatto sulle origini dell’espressione, sui suoi significati principali attraverso alcuni esempi, tra cui alcuni meno noti e affascinanti. Buona lettura!

 

Origini e significati principali

L’origine simbolica risale a un’antica leggenda cinese e giapponese (Unmei no akai ito), secondo cui gli dei legano un filo rosso invisibile al mignolo delle persone destinate a incontrarsi e ad amarsi, un legame che può tendersi o aggrovigliarsi ma non si spezza mai.

La locuzione moderna legata all’idea di “guida” o “regola” si deve alla Marina Reale Britannica, che faceva tessere un filo rosso all’interno di tutte le sue corde e gomene per riconoscerle e prevenirne i furti.

Nel Settecento, le corde e i cordami usati per le navi della flotta regia erano beni estremamente preziosi, costosi da produrre e facili da rivendere sul mercato nero. I furti nei cantieri navali e a bordo delle navi militari erano all’ordine del giorno.
Per impedire questi reati e rendere i materiali della flotta immediatamente riconoscibili, la Marina Britannica ha introdotto un metodo di marchiatura unico: durante la fabbricazione delle funi, all’interno veniva intrecciato un singolo filo rosso lungo tutta la lunghezza della corda, che la rendeva facilmente identificabile. Il filo era anche indistricabile, per cui per toglierlo i ladri avrebbero dovuto distruggere la corda e di conseguenza il suo valore.In letteratura, Johann Wolfgang von Goethe ha reso popolare questa immagine nel suo romanzo Le affinità elettive, (1809), introducendo per la prima volta l’uso metaforico del “filo rosso” che attraversa l’intera esistenza. 
Nel campo della psicoanalisi, Sigmund Freud ha ripreso l’espressione come metafora del “filo conduttore” per seguire il percorso dell’inconscio e dei pensieri nascosti della mente umana durante l’analisi.

Nel cercare di rispondere alla mia curiosità di conoscere storie relative all’applicazione di questo concetto e alla sua rappresentazione anche artistica, ho scelto di approfondire attraverso esempi affascinanti ma meno noti rispetto ai suddetti, in vari ambiti culturali.

Architettura: l’acqua come guida alla Fondazione Querini Stampalia

Nel restauro dello storico palazzo veneziano, l’architetto Carlo Scarpa non ha cercato di respingere l’acqua alta, ma l’ha accolta.
Il suo fil rouge narrativo e strutturale è un sottile nastro d’ottone e pietra d’Istria che “insegue” e accompagna il flusso dell’acqua all’interno dell’edificio, trasformando un elemento di degrado nel vero protagonista visivo dello spazio.
Carlo Scarpa
Foto da: www.dattilioteca.it/carlo-scarpa-alla-fondazione-querini-stampalia

Puoi esplorare la storia del restauro direttamente sul sito ufficiale della Fondazione Querini Stampalia.

Cinema: Tears of the Black Tiger e il rosso del destino

In Tears of the Black Tiger, film cult del cinema thailandese del 2000 diretto da Wisit Sasanatieng, il colore rosso non è un semplice dettaglio estetico, ma un perno narrativo volutamente esasperato.
Fazzoletti, sfondi ed elementi cromatici primari irrompono nella scena ogni volta che i due protagonisti si avvicinano, ponendosi come presagio e promessa inscindibile.Il film è stato uno dei primi successi thailandesi a conquistare la critica internazionale, venendo presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard.

Tears of the Black Tiger (2000). Fonte MUBI
Tears of the Black Tiger (2000). Fonte: MUBI

Musica: Arthur dei The Kinks e il declino di un impero

Quando si parla di concept album, ossia opere musicali che si sviluppano intorno a un unico tema, il pensiero va subito a colonne portanti come The Dark Side of the Moon  dei Pin Floyd o Tommy degli Who.
Tuttavia, nel 1969 i The Kinks pubblicarono Arthur (Or the Decline and Fall of the British Empire), dove il fil rouge è la vita quotidiana di un installatore di moquette, usata come lente d’ingrandimento per raccontare le disillusioni della classe operaia e la fine della grandezza britannica.
Arthur (Or the Decline and Fall of the British Empire) - The Kinks (1969). Fonte: 45rpy - WordPress.com
Arthur (Or the Decline and Fall of the British Empire) – The Kinks (1969). Fonte: 45rpy – WordPress.com

Per approfondire: thekinks.info/music/arthur

Letteratura: l’esecutore di Igor Bergler

Lontano dai noti thriller alla Dan Brown, il romanzo La Bibbia perduta (Biblia pierdută in originale) dell’autore rumeno Igor Bergler costruisce la sua trama intorno a un sottile fil rouge filologico e teologico.
Una scia di delitti nei monasteri dell’Est Europa diventa la traccia per ricucire un’antica eresia dimenticata, in cui ogni indizio corrisponde letteralmente a un punto di ‘cucitura’ su un testo sacro.

L’Esecutore è la figura chiave (il sicario), l’elemento ombra che guida la scia dei delitti lungo il filo conduttore dell’opera. 

La Bibbia perduta

 

Per approfondire: igorbergler.ro/en

Folklore: le tessitrici di spiriti nelle Isole Ryukyu (Okinawa)

Se la leggenda classica del filo rosso del destino (Unmei no akai ito) unisce due anime gemelle al mignolo, nelle tradizioni indigene di Okinawa il significato cambia radicalmente.
Qui il filo è una guida simbolica “tessuta” dalle donne attraverso canti rituali per proteggere i marinai e tracciare un percorso sicuro tra le tempeste dell’oceano.
Sacerdotessa Noro - Tradizione spirituale di Okinawa. Fonte Wikipedia
Sacerdotessa Noro – Tradizione spirituale di Okinawa. Fonte Wikipedia

 

Per un’analisi sulle tradizioni e sul folklore dell’arcipelago giapponese: traveltherapists.it/sacerdotesse-noro-okinawa-spiritualita-ryukyu
Siamo arrivati alla fine di questo breve viaggio attraverso un filo conduttore sul “filo conduttore”.
Certamente su questa come su altre tematiche, gli approfondimenti possibili sono moltissimi e meriterebbero molte più parole. Ma come di consueto, l’intento del blog attraverso gli articoli e le rassegne tematiche è quello di incuriosire e innescare un desiderio di ricerca in chi si riscoprisse interessato all’argomento.

Dunque buona ricerca e grazie per aver letto fino a qui. A presto!

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