Dal 21 agosto, su tutte le piattaforme digitali, distribuito dall’etichetta discografica Orangle Records di Milano è disponibile “Ho”, il singolo musicale del poliedrico artista veliterno Shany Martin: attore, imitatore, autore, musicista, illustratore e… molto altro. L’artista ci racconta del frutto di questo suo nuovo traguardo nell’intervista che segue. Buona lettura!
Come è nato il progetto del singolo? Cosa ti ha spinto a realizzarlo in questa fase della tua vita? Parlaci dell’incontro con l’etichetta discografica Orangle Records con cui hai firmato il contratto.
Il brano è rimasto chiuso nel cassetto per un paio d’anni, originariamente lo avevo scritto per una band che lo rifiutò perché ritenuto ‘non adatto alle proprie corde’… ad oggi li ringrazio.
Finché qualche mese fa sono stato contattato dalla Casa Discografica Orangle Records di Milano che aveva ricevuto mesi prima il provino della canzone – me ne ero addirittura dimenticato – ed è partito tutto all’improvviso.
Il pezzo parla di tutto ciò che ognuno di noi ha fatto nella vita, chi più chi meno, ecco perché ognuno può trovare almeno un pizzico di verità in ogni verso cantato. L’ho realizzato come ho realizzato altre decine di brani nel corso degli anni, alcuni presentati e cantati in Tv e a Edicola Fiore con Rosario Fiorello.
Il corso della vita mi ha portato più verso la recitazione ma guardandomi indietro ho sentito e sento che non posso, non voglio e non devo buttare un’altra fetta di cose che ho fatto, seppur lontane dalla mia comfort zone.
A un primo ascolto, “Ho” può sembrare un brano allegro, spensierato. Anche il video che l’accompagna mostra uno Shany Martin che si gode “quel che ha”.
Ma addentrandoci nel testo, si percepisce una presa di coscienza da parte tua sul valore di quello che è stato il tuo percorso di vita e professionale fino ad oggi. Piaceri e dispiaceri. Perché, dunque, “Ho”?
Perché – anche se è presto – mi piace e mi è sempre piaciuto fare bilanci. “Ho” è il ‘curriculum’ di ogni essere umano, in questo caso soprattutto il mio che lo canto.
Ho usato ancora una volta – sperando di esserci riuscito – l’ironia come cavallo di Troia per arrivare a dire qualcosa di più profondo: abbiamo tante cose, andiamo sempre di corsa, facciamo a gara a chi possiede di più eppure (come dice la canzone) a volte la cosa più importante è un numero di telefono che ancora ci fa battere il cuore.

Oltre a essere un compositore, sei anche un musicista. Nel brano hai suonato personalmente i vari strumenti o ti sei avvalso di alcune collaborazioni?
Ho suonato ogni strumento e composto ogni singola partitura: chitarre, basso, batteria, voci… così posso prendermela solo con me stesso.
Parliamo dell’illustrazione in copertina che hai realizzato personalmente.
Da qualche tempo ho approfondito anche l’arte dell’illustrazione e del fumetto, avendo studiato alla Scuola Comics di Roma.
E allora perché non sporcarsi le mani in tutto e per tutto? Mi era stato proposto di approfittare dell’intelligenza artificiale ma ho detto no, soprattutto perché voglio e credo di farcela da solo.
Che l’I.A ben venga nella scienza, ben venga dove l’uomo non può arrivare… ma senza sostituirlo, soprattutto nell’arte. Evviva gli artisti che non se la sbrigano con quindici secondi!
Al singolo “Ho”, seguirà un album a breve? Che seguito avrà?
L’intenzione è quella di pubblicare diversi singoli per poi raggrupparli, un giorno, in un album vero e proprio.
Dove è disponibile il singolo? Esiste anche su supporto fisico?
“Ho” è su tutte le Piattaforme Digitali (Spotify, Youtube Music, Alexa, eccetera) e per il supporto fisico, spero, se ne parlerà più in là. Purtroppo i Dischi ‘in carne ed ossa’ non si producono più come una volta (e per un feticista come me dell’oggetto musicale, soprattutto del vinile, è un gran dolore).
I tempi cambiano e sembra che il mondo preferisca il digitale, il liquido, l’astratto, l’intangibile. Secondo me, invece, nel giro di qualche anno si tornerà addirittura alle musicassette.
Domandiamoci solo se il non avere un qualcosa da apprezzare tra le mani non ci allontani dal farci ricordare che l’essere umano è umano soprattutto perché sa affezionarsi alle persone e alle cose, piccole e grandi.
Riusciamo davvero ad affezionarci a questo modo di ascoltare Musica? Speriamo di si, sennò so’ rovinato!
Serena Squanquerillo
Intervista pubblicata anche sul giornale l’Artemisio.