“Figure e Follie”: quattro artisti e sensibilità espressive diverse in dialogo nello Studio d’arte di Mauro Molinari

“Figure e Follie”: quattro artisti e sensibilità espressive diverse in dialogo nello Studio d’arte di Mauro Molinari

“Figure e Follie” è il titolo dell’incontro dedicato all’arte aperto al pubblico, organizzato nel pomeriggio di sabato 29 agosto presso lo studio dell’artista Mauro Molinari, in via Paolina n. 25 a Velletri (Roma), a cui ho avuto il piacere di partecipare.

Mauro Molinari ha ospitato tra i suoi innumerevoli lavori un’opera delle artiste Rossana Cosci, Laura Martufi e Alida Ferrettini, come opportunità di dialogo tra diverse sensibilità espressive.

Durante l’evento, a cui ha partecipato un buon numero di persone appassionate, tra cui il musicista Marco Lo Russo, gli artisti hanno raccontato un po’ del loro mondo e c’è stato inoltre l’intervento del principe Alfio Borghese, figura di spicco nel panorama storico-artistico, che ha dato una sua lettura delle forme espressive a confronto.


La parole di Mauro Molinari

“Figure e follie”. Le figure, perché la mostra è dedicata alle tre artiste donne, ma anche le follie, perché in fondo nella donna c’è sempre un terminale di “follia”, specialmente nelle artiste.

La volontà è stata creare un dialogo fra me e loro e quindi invitarle a portare un’opera rappresentativa per discuterne. Vedere le strade che poi ognuna ha scelto nella vita e nell’arte.

Questo Studio rappresenta, oggi, venti anni di lavoro. Portare dentro tre artiste secondo me è importante proprio per rafforzare il tutto, perché l’arte è così, va in mille rivoli e quindi cammina sempre.

“Figure e Follie”: quattro artisti e sensibilità espressive diverse in dialogo nello Studio d’arte di Mauro Molinari
Mauro Molinari, Alida Ferrettini, Laura Martufi, Alfio Borghese, Rossana Cosci.

Rossana Cosci descrive la sua scultura

Questa mia opera è una scultura costruita con dei materiali di riciclo. Ho recuperato una rete e l’ho inserita all’interno di una roccia che già avevo, rappresentando il fatto che anche nella difficoltà della rigidità, nei tanti problemi o situazioni difficili della vita, la forza vitale ci permette di ricostruirci e quindi non di ricominciare ma di andare avanti sotto una direzione diversa, con una prospettiva a volte completamente radicale rispetto alla precedente, e di rinascere. Quindi questo è un albero di ricrescita.

Rossana Cosci

La pittrice Laura Martufi ha raccontato il suo dipinto così

La mia opera s’intitola “Cena di mezzanotte” e rappresenta un serpente che si morde la coda, un “ouroboro”, che può avere diversi significati. Trovare in sé le proprie risorse o, come in questo caso, è inteso in senso un po’ più negativo: l’umanità, che vuole consumare il più possibile presa dai dettami della società consumistica, ormai ha minacciato gravemente anche l’esistenza del pianeta.

Noi non facciamo altro che consumare indiscriminatamente le sue risorse e alla fine ci autodistruggiamo. Nel dipinto, quindi, c’è un “allegro” banchettare, mangiare se stessi, un po’ ironico, per far riflettere su questo su questo tema.

Laura Martufi

Alida Ferrettini e la sua tela di stoffa

Questa è una delle ultime mie idee. Una tela di stoffa che ho trovato, di colore beige e bianco. E la mente ha pensato di illustrare il colore come se fosse un’aurora boreale, tutto multicolore, dando al movimento una forma arricciata, dove la mano con la penna va per conto suo, non c’è niente di preordinato.

Alida Ferrettini

L’intervento critico del principe Borghese ha racchiuso in una sintesi evocativa il contesto di dialogo tra gli artisti

Con il principe Borghese
Intervisto il principe Alfio Borghese sulle opere e gli artisti. Accanto a me, il musicista e amico Marco Lo Russo.

Trovarsi in questo Studio è un’emozione importante, perché Molinari è un artista così figurativo, straordinario, satirico, così legato alla prospettiva di un volto.

I volti diventano per lui un modo di rappresentare una società contemporanea, che è una società particolarissima, che vive di momenti stranissimi, che ha avuto uno sviluppo tecnologico infinito.

Però, alla fine, è comunque legato a queste piccole cose, a queste piccole finestre del “Condominio” (una serie dell’artista ndr), dove si vive insieme, si comunica, si litiga, dove ci si affaccia, dove si è presenti, fisicamente.

Il Condominio di Molinari
Alcune opere della serie “Condominio” di Mauro Molinari.

E il fisico per lui ha un’importanza tale che addirittura lo ritaglia, ci fa vedere i suoi pupazzi, le sue marionette. La vita di tutti i giorni è rappresentata in un modo così semplice e immediato che ci commuove, che ci esalta.

Accanto, lui ha presentato tre donne, una completamente diversa dall’altra. Una donna, Cosci, che rappresenta la semplicità, il ritorno alla natura, all’essenzialità, al rivalutare cose che non valgono più e che stavano per essere buttate, a cui lei ha ridato un’altra vita, facendola diventare arte.

Accanto abbiamo invece un impegno importantissimo, quello di Martufi, perché è contro la distruzione del mondo. L’uomo non fa altro che tentare di distruggere tutto, mangiando se stesso, come questo serpente.

La terza opera, di Ferrettini, esce invece fuori dal figurativo. È un’opera in cui c’è l’esaltazione del segno, del movimento, un dinamismo continuo e la rappresentazione della figurina, del colore che diventa parte essenziale dell’opera.

Un modo diverso di uscire fuori dalla tradizionale pittura figurativa, per fare qualcosa di contemporaneo, di moderno.

 

 

Articolo pubblicato anche sul giornale l’Artemisio di Velletri.

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