In occasione della festa del Patrocinio della Madonna delle Grazie, martedì 25 agosto, presso la Sala “Angelucci” del Museo Diocesano Velletri (Roma) si è tenuta la presentazione ufficiale al pubblico dell’opera “Sinfonia di Resurrezione”, che l’artista Luigi Salvatori ha voluto donare al museo e che è entrata a far parte della collezione permanente, tra le opere contemporanee.
Alla cerimonia sono intervenuti mons. Stefano Russo, vescovo della Diocesi suburbicaria di Velletri-Segni; don Claudio Sinibaldi, direttore dell’Ufficio diocesano Beni Culturali Ecclesiastici, che ha moderato l’incontro; il prof. Roberto Luciani, storico e critico d’arte, direttore e docente presso l’Istituto Restauro Roma e docente all’Università e-Campus, a cui è stata affidata la presentazione critica dell’opera “Sinfonia di Resurrezione”, un acrilico su tela di formato 100×100 cm, del 2025.
L’artista Luigi Salvatori racconta l’opera
Il dipinto è stato ultimato il 20 aprile 2025, nella mattina del giorno di Pasqua, ultimo giorno di vita di Papa Francesco, che è salito al cielo la mattina del giorno successivo, 21 aprile, nel giorno dell’Angelo del Signore.
L’ascolto della Sinfonia n. 2 “Resurrezione” in do minore per soli, coro e orchestra di Gustav Mahler, compositore e direttore d’orchestra austriaco (1860-1911), mi ha ispirato la composizione e la realizzazione di questo dipinto, che ho intitolato “Sinfonia di Resurrezione”.
La sinfonia inizia con un silenzio assoluto cosmico rappresentato nel dipinto con un cielo stellato. “La terra è rimasta sbigottita e tace, perché Dio fattosi carne ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il Regno dei Morti”.
Nella sinfonia, dopo questo silenzio si comincia a sentire una singola voce, un’arpa leggera, soffusa, fino al subentrare di un coro e un flauto.
“Da questa atmosfera dolce che rappresenta il risveglio della natura, delle stelle, piano piano subentrano tutti gli strumenti di un’orchestra, dall’oboe, i fagotti, gli archi, poi cominciano a entrare i timpani, i tamburi e i timpani.
Nel massimo fervore, quello rappresenta veramente il culmine principale della resurrezione di Cristo e il battito della natura che viene sconvolta da questa”.
Il Cristo è sceso per liberare chi non ha paura di conoscere la Verità di cui si fa voce. «È un privilegio vedere l’opera accolta accanto a capolavori che vanno dal Trecento all’Ottocento passando attraverso il Rinascimento, dalle opere di Gentile da Fabriano e di Antoniazzo Romano al celebre busto reliquario di San Clemente.
Le parole del vescovo, mons. Stefano Russo
Un dono per noi inaspettato ma molto gradito e di grande significato sia per l’aspetto artistico sia per il fatto che produce comunque un’opera d’Arte contemporanea in mezzo a tante opere antiche presenti nel museo.
Si chiude dal punto di vista della rappresentazione un certo percorso, ma in realtà il Risorto è colui che fa sì che noi oggi stiamo qui, è colui che giustifica il fatto che ci sia un museo diocesano.
È ciò che ha generato nei secoli tante comunità cristiane che hanno voluto vivere il loro percorso di fede attraverso la possibilità di ritrovarsi in chiese di straordinario valore, che oggi ancora abbiamo anche nel nostro territorio.
Ho sentito ripetere che l’arte è sempre contemporanea, perché nel momento in cui è stata generata era contemporanea, quindi le opere d’arte che noi abbiamo qui, al giorno erano contemporanee; sono nate perché sono state ispirate da artisti e da comunità.
Mi piace questo fatto di avere quest’opera d’Arte contemporanea anche in questi giorni in cui noi viviamo uno dei momenti belli intorno a Maria Madonna delle Grazie: il Patrocinio.
La fede che noi viviamo è qualche cosa che si realizza nell’attimo presente della vita, che trova significato nei rapporti che viviamo, nello stare tra di noi nel segno della fede, nel Risorto che permette di partecipare anche a noi al cammino di Resurrezione.

Nota biografica
Nato nel 1951 a Palestrina (Roma), laureatosi in Architettura nel 1976, Luigi Salvatori ha iniziato a lavorare nel campo dell’Arte e Architettura Sacra e Comunitaria, producendo nel tempo una notevole produzione artistica, partecipando a mostre collettive e personali in tutta Italia e all’estero.
Nel 2023 è stato inserito come “Artista dell’anno” sul volume n.11 dell’Enciclopedia d’Arte Italiana. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche e in Musei.
Nello stesso anno, si è aggiudicato il 1° Premio Arte Sacra “Cornice d’Oro” nell’ambito della mostra “La strada del Giubileo” presso il Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”, curata da Alessandro Filippi, presidente della Fondazione Museo “Luigi Magni e Lucia Mirisola”.
Al termine dell’incontro, si è svolta con i numerosi presenti e l’artista una visita guidata al museo e nella cattedrale di San Clemente, a cura della storica dell’arte Veronica Panfili e infine, c’è stato un rinfresco offerto dalla Confraternita della Madonna delle Grazie.

Articolo pubblicato anche sul giornale l’Artemisio di Velletri

