Atlante delle Meraviglie. Curiosità e Segreti dal Mondo – Pt 1: I Musei più Bizzarri del Pianeta

Atlante delle Meraviglie Curiosità e Segreti dal Mondo - Pt 1: I Musei più Bizzarri del Pianeta

“Racconti d’Arti” è anche il luogo dove il viaggio culturale va alla scoperta di luoghi particolari, usanze bizzarre e tesori artistici fuori dalle rotte turistiche tradizionali. Oggi iniziamo la nuova rassegna tematica “Atlante delle Meraviglie: Curiosità e Segreti dal Mondo”, con la prima puntata che cita alcuni dei Musei più bizzarri ò inquietanti del pianeta. Buona lettura!

 

Quando l’Arte e la curiosità incontrano l’Insolito

Dimentica il prestigio dei famosissimi Louvre, i Musei Vaticani o nomi di grandi collezionisti e Case d’Arte, dove la bellezza “eletta” è in esposizione.

Esiste un universo di collezionisti visionari che ha dedicato intere strutture a ciò che normalmente consideriamo imperfetto, dimenticato o francamente bizzarro. E questo, a me, piace proprio tanto!

Il MOBA (Museum of Bad Art) a Boston (USA)

Il Museo della, nato nel 1993, è dedicato a celebrare la “brutta arte” realizzata con sconfinata dedizione. Il nome del museo, gestito da Michael Frank (curatore) e Louise Reilly (direttrice esecutiva), fa palesemente il verso al MoMa di New York ed è attualmente all’interno del birrificio Dorchester Brewing Co., al numero 1250 di Massachusetts Ave. 

L’opera d’arte qui viene analizzata con la stessa rigida cura critica riservata ai grandi maestri, celebrando il “coraggio” del fallimento artistico.

Sì, perché la regola d’accesso al MOBA è: per essere esposta, un’opera non deve semplicemente essere brutta, ma deve mostrare un tentativo sincero e ambizioso da parte dell’artista di creare qualcosa di importante, finito poi in modo esilarante male.

Vengono rifiutati i lavori realizzati appositamente per essere brutti, i lavoretti scolastici e l’artigianato commerciale. Alcune delle tele più iconiche del museo – come il famoso quadro d’esordio Lucy in the Field with Flowers (forse è lontana parente a Lucy in the sky with diamonds?) – sono state letteralmente tratte in salvo dai cassonetti dell’immondizia.

Lo stesso slogan sulla targa del Museo cita: “… Un’arte così brutta da non poter essere ignorata”. Anche se l’intento non è quello di deridere ma celebrare quantomeno l’intenzione “artistica” dell’autore.

«Siamo qui per celebrare, gloriosamente, il diritto di un artista di fallire.» Marie Jackson, cofondatrice del MOBA.

La collezione permanente del museo vanta circa 900 pezzi originali, ma per ragioni di spazio vengono esposte a rotazione dalle 50 alle 70 opere alla volta. Il vero punto di forza dell’allestimento sta nei dettagli: ogni quadro o scultura è infatti accompagnato da una rigorosa — e al tempo stesso spassosa — analisi critica che descrive l’opera.

Qualcuno, tra i commentatori, li definisce artisti ‘outsider’ e non scadenti.
Chissà se in Italia qualcuno avrebbe il coraggio di pubblicizzare un progetto del genere! 😉

Pensandoci bene, però, potrebbe essere un buon “cavallo di Troia” per avvicinare di più la gente all’arte, attraverso il sorriso e l’ironia o semplicemente un punto di vista differente. 

 

Per approfondire:

museumofbadart.org

it.wikipedia.org/wiki/Museum_of_Bad_Art

 

Di seguito un video con una carrellata di “Bad Art” raccontata da Mike e Louise (In inglese ma con sottotitoli in italiano).

 

Il Museo delle Relazioni Interrotte a Zagabria (Croazia)

Creato da due artisti dopo la fine della loro storia d’amore, il Museo delle Relazioni Interrotte raccoglie oggetti donati da persone di tutto il mondo, accompagnati dalla storia del loro addio: da una scatola di lettere a un’ascia usata per distruggere i mobili dell’ex!

A differenza dei musei tradizionali, gli oggetti esposti non hanno un valore economico o artistico in sé. Il valore risiede interamente nella storia che li accompagna, scritta in prima persona da chi ha donato l’oggetto. Tutte le donazioni sono coperte dal più assoluto anonimato.

Il museo offre ai donatori una sorta di “rito di passaggio”. Separarsi dall’oggetto fisico per depositarlo in uno spazio neutro e pubblico permette di elaborare il lutto della fine, trasformando la sofferenza individuale in una testimonianza condivisa.

 

La collezione conta oggi migliaia di pezzi da ogni angolo del globo, esposti a rotazione, e spazia dal comico al drammatico, dal quotidiano al surreale:

  • l’ascia di Berlino: donata da una donna la cui partner l’aveva lasciata per un’altra persona. Durante le due settimane di assenza dell’ex per una vacanza, la donna ha comprato un’ascia e ha ridotto in pezzetti un mobile dell’ex per ogni giorno di solitudine. “Più i suoi mobili venivano fatti a pezzi, più io mi sentivo meglio”, si legge nella didascalia.
  • il nano da giardino volante: un nano da giardino lanciato contro l’auto di un ex marito durante un litigio particolarmente acceso. Il nano si è rotto in più pezzi, ma è stato conservato come simbolo del momento esatto in cui la relazione è andata in frantumi.

  • le protesi e i ricordi di guerra: non tutte le storie parlano di tradimenti o incompatibilità. Alcune raccontano di amori spezzati dalla morte o dalla tragedia, come la gamba-protesi donata da un veterano di guerra che si è innamorato della sua fisioterapista: l’arto artificiale era durato più della loro storia d’amore.

  • pillole, abiti da sposa e fari di macchina: una lente d’ingrandimento lasciata con la frase “Mi diceva sempre che lo facevo sentire piccolo”, o una confezione di campioni gratuiti di antidepressivi.

Il Nano lanciato
Il nano da giardino lanciato. Fonte: https://brokenships.com/en/visit/museum-details/zagreb


Nel 2011 il museo ha vinto il prestigioso
Kenneth Hudson Award come museo più innovativo d’Europa.

Il format ha avuto così tanto successo da aprire una seconda sede permanente a Los Angeles nel 2016 e da continuare a viaggiare nel mondo con mostre temporanee che raccolgono ogni volta nuovi oggetti dalle comunità locali.

 

Per approfondire: brokenships.com

Il Kunstkamera di San Pietroburgo (Russia)

Voluto da Pietro il Grande nel 1714, il Museo di Antropologia ed Etnografia di San Pietroburgo è stato il primo della Russia, nato per raccogliere “rarità naturali e mostruosità” scientifiche con l’obiettivo di sradicare la superstizione attraverso la scienza. per questo motivo esso rappresenta una delle tappe più affascinanti e inquietanti della storia dei musei europei.

All’epoca, nella Russia rurale, la nascita di esseri viventi con malformazioni congenite veniva attribuita alla stregoneria, all’ira divina o all’intervento del diavolo.

Pietro I ha voluto mostrare che questi fenomeni erano anomalie naturali biologiche e non prodigi demoniaci.

Con il Decreto imperiale del 1718, lo Zar ha emanato un editto che ordinava a tutti i sudditi dell’Impero di consegnare alle autorità locali qualsiasi “rarità naturale” trovata (fossili, reperti archeologici, animali o piante con malformazioni), offrendo ricompense in denaro e punendo severamente chi cercava di nasconderli.

Il nucleo più famoso e impressionante del Kunstkamera è la collezione acquistata nel 1717 dall’anatomista olandese Frederik Ruysch, che aveva sviluppato una tecnica segreta di conservazione e imbalsamazione dei tessuti umani.

Questa manteneva il colore e l’elasticità degli organi e dei feti quasi inalterati. Piuttosto che presentare i reperti in modo arido o puramente medico, Ruysch creava vere e proprie composizioni artistiche surreali: sculture allegoriche composte da scheletri embrionali, pietre calcolose e campioni conservati in bocce di vetro decorati con merletti e fiori.

Per incentrare la popolazione a visitare il museo (all’epoca visto con terrore dal popolo superstizioso), Pietro I ha reso l’ingresso completamente gratuito e offriva a ogni visitatore maschio un bicchierino di vodka o una tazza di caffè, e alle donne una tazza di tè con biscotti.

Tra le curiosità più “bizzarre” della collezione, c’è “lo scheletro del gigante Bourgeois“.

Durante un suo viaggio, Pietro I ha incontrato a Calais un gigante francese di nome Nicolas Bourgeois, alto oltre 2 metri e 20 centimetri, e lo ha portato a San Pietroburgo come suo servitore personalizzato.

Dalla morte di Bourgeois, il suo scheletro è stato conservato nel museo. Quando un incendio nel 1747 ha distrutto la testa dello scheletro, ne è stata montata un’altra recuperata dalle collezioni, dando vita alla leggenda urbana secondo cui lo spirito di Bourgeois vagherebbe di notte nelle sale del museo alla ricerca della sua vera testa.

Scheletro di Bourgeois
Lo “Scheletro di Bourgeois”. Foto: www.kunstkamera.ru/en/museum/museum_exhibitions


Oggi il palazzo barocco, affacciato sul fiume Neva, conserva sia la parte storico-anatomica fondata da Pietro il Grande, sia una vastissima ed eccellente esposizione etnografica dedicata alle culture dei popoli dell’America, dell’Asia, dell’Africa e dell’Oceania.

 

Per approfondire: www.kunstkamera.ru/en

Siamo arrivati alla fine di questa prima e stravagante prima parte della rassegna culturale sul tema “Atlante delle Meraviglie Curiosità e Segreti dal Mondo”.

A presto con il secondo episodio dedicato a… indizi: mondo dell’architettura e della scenografia!

 

Atlante delle Meraviglie Curiosità e Segreti dal Mondo

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