Ecco con la seconda puntata della rassegna tematica “Atlante delle Meraviglie: Curiosità e Segreti dal Mondo”. Dopo aver raccontato alcuni dei Musei più bizzarri ò inquietanti del pianeta, oggi ti parlerò delle “Città-Scenografia e delle Architetture dell’Illusione”: dai villaggi fantasma alle scatole cinesi urbane. Buona lettura!
L’intero distretto è una replica meticolosa in scala reale di un villaggio vittoriano: tetti spioventi stile Tudor, mattoni rossi, strade acciottolate, cabine telefoniche rosse, pub tradizionali e persino una grande chiesa cattolica modellata sulla Christ Church di Bristol e una statua in bronzo di Winston Churchill.
Nata inizialmente come un’area residenziale semi-deserta a causa dei costi elevati delle abitazioni, non è mai diventata una vera città fantasma. La scenograia l’ha trasformata nella meta scelta da migliaia di coppie cinesi che la usano come gigantesco set all’aperto per i propri servizi fotografici nuziali.
Oggi, oltre al turismo legato al reportage fotografico e alle curiosità architettoniche, Thames Town ospita spazi culturali d’avanguardia come la scenografica libreria Zhongshuge e il Songjiang Art Museum, rappresentando un perfetto corto circuito tra paesaggio britannico e vita contemporanea cinese.
Per approfondire:
www.geopop.it/pujiang-citta-satellite-tema-italia-architetto-vittorio-grefogotti-shanghai-cina
Incastonato tra la roccia dorata e un mare turchese accecante, il villaggio è una vera e propria fiaba a cielo aperto, composta da eccentriche casette in legno colorato, moli sbilenchi e stradine scoscese progettate per ricreare la pittoresca cittadina marinara del fumetto.
Poiché smontare l’imponente struttura alla fine delle riprese sarebbe costato troppo, il set cinematografico è stato salvato dalla demolizione e convertito in una celebre attrazione turistica permanente, capace di resistere al tempo e alle mareggiate.
Immortalato per sempre come un rifugio fuori dal tempo, il villaggio è diventato un museo a cielo aperto, set fotografico unico e parco tematico dove la magia del cinema d’epoca incontra la meraviglia del paesaggio naturale maltese.
Per approfondire:
www.travelwebtv.it/popeye-village-malta-alla-scoperta-del-villaggio-di-braccio-di-ferro
L’allestimento consisteva nell’erezione di vere e proprie quinte teatrali a cielo aperto: finti villaggi dipinti, facciate di cartapesta e case in legno vuote all’interno, posizionate strategicamente lungo le rive per simulare un territorio fiorente, popoloso e perfettamente edificato che, dietro le quinte, non esisteva ancora.
Per rendere l’inganno ancora più credibile, la popolazione locale veniva vestita a festa e fatta sfilare lungo gli argini come una gigantesca troupe di comparse; non appena la nave reale passava, gli allestimenti venivano smontati e rimontati più avanti lungo il percorso della zarina.
L’espressione “Villaggio Potëmkin” è entrata stabilmente nel linguaggio politico e culturale di tutto il mondo come la metafora per eccellenza di ogni facciata ingannevole, propaganda visiva o grande opera scenografica costruita unicamente per nascondere una realtà ben diversa.
Per approfondire: www.eroicafenice.com/salotto-culturale/villaggi-potemkin-una-storia-che-arriva-fino-ai-giorni-nostri


