Atlante delle Meraviglie. Curiosità e Segreti dal Mondo – Pt 2: Le Città-Scenografia e le Architetture dell’Illusione

Le Città-Scenografia e le Architetture dell'Illusione

Ecco con la seconda puntata della rassegna tematica “Atlante delle Meraviglie: Curiosità e Segreti dal Mondo”. Dopo aver raccontato alcuni dei Musei più bizzarri ò inquietanti del pianeta, oggi ti parlerò delle “Città-Scenografia e delle Architetture dell’Illusione”: dai villaggi fantasma alle scatole cinesi urbane. Buona lettura!

 

Ci sono luoghi che sembrano usciti direttamente dalla scenografia di un film o dal bozzetto di un architetto visionario. Spazi in cui la linea di confine tra la finzione teatrale, l’urbanistica e la realtà quotidiana svanisce del tutto, lasciando il visitatore con la sensazione di camminare dentro una quinta cinematografica a cielo aperto.
 
Ti racconto tre di questi luoghi.
 
 
Thames Town (Cina): completata nel 2006 all’interno del piano urbanistico One City, Nine Towns, Thames Town nasce come città satellitare di Shanghai pensata per decongestionare la metropoli offrendo alla classe media cinese un quartiere residenziale in puro stile britannico.

L’intero distretto è una replica meticolosa in scala reale di un villaggio vittoriano: tetti spioventi stile Tudor, mattoni rossi, strade acciottolate, cabine telefoniche rosse, pub tradizionali e persino una grande chiesa cattolica modellata sulla Christ Church di Bristol e una statua in bronzo di Winston Churchill.

Nata inizialmente come un’area residenziale semi-deserta a causa dei costi elevati delle abitazioni, non è mai diventata una vera città fantasma. La scenograia l’ha trasformata nella meta scelta da migliaia di coppie cinesi che la usano come gigantesco set all’aperto per i propri servizi fotografici nuziali.

Oggi, oltre al turismo legato al reportage fotografico e alle curiosità architettoniche, Thames Town ospita spazi culturali d’avanguardia come la scenografica libreria Zhongshuge e il Songjiang Art Museum, rappresentando un perfetto corto circuito tra paesaggio britannico e vita contemporanea cinese.

Per approfondire:

www.geopop.it/pujiang-citta-satellite-tema-italia-architetto-vittorio-grefogotti-shanghai-cina

vipbesttravel.com/thames-town-shanghai-guide

Scorcio di Thames Town a Shanghai. Fonte: Arnd Dewald / Getty Images
Scorcio di Thames Town a Shanghai. Fonte: Arnd Dewald / Getty Images.
 
 
Il Villaggio di Popeye ad Anchor Bay (Malta): Sweethaven Village è nato nel 1979 ad Anchor Bay, a Malta, come set cinematografico permanente costruito per le riprese del film musicale Popeye – Braccio di Ferro del 1980, diretto da Robert Altman e interpretato da Robin Williams.

Incastonato tra la roccia dorata e un mare turchese accecante, il villaggio è una vera e propria fiaba a cielo aperto, composta da eccentriche casette in legno colorato, moli sbilenchi e stradine scoscese progettate per ricreare la pittoresca cittadina marinara del fumetto.

Poiché smontare l’imponente struttura alla fine delle riprese sarebbe costato troppo, il set cinematografico è stato salvato dalla demolizione e convertito in una celebre attrazione turistica permanente, capace di resistere al tempo e alle mareggiate.

Immortalato per sempre come un rifugio fuori dal tempo, il villaggio è diventato un museo a cielo aperto, set fotografico unico e parco tematico dove la magia del cinema d’epoca incontra la meraviglia del paesaggio naturale maltese.

Per approfondire:

www.travelwebtv.it/popeye-village-malta-alla-scoperta-del-villaggio-di-braccio-di-ferro

www.visitmalta.com/it/attraction/popeye-village-malta

 
Un’interpretazione visiva del Villaggio di Popeye ad Anchor Bay (Malta)
Un’interpretazione visiva con l’IA del Villaggio di Popeye ad Anchor Bay (Malta).

 

I Villaggi Potëmkin: la storia di questo celebre mito nasce nel 1787, quando il feldmaresciallo russo Grigorij Potëmkin ha ideato un’operazione d’illusione su vasta scala lungo le sponde del fiume Dnepr, pensata per impressionare la zarina Caterina II durante il suo solenne viaggio d’ispezione in Crimea.

L’allestimento consisteva nell’erezione di vere e proprie quinte teatrali a cielo aperto: finti villaggi dipinti, facciate di cartapesta e case in legno vuote all’interno, posizionate strategicamente lungo le rive per simulare un territorio fiorente, popoloso e perfettamente edificato che, dietro le quinte, non esisteva ancora.

Per rendere l’inganno ancora più credibile, la popolazione locale veniva vestita a festa e fatta sfilare lungo gli argini come una gigantesca troupe di comparse; non appena la nave reale passava, gli allestimenti venivano smontati e rimontati più avanti lungo il percorso della zarina.

L’espressione “Villaggio Potëmkin” è entrata stabilmente nel linguaggio politico e culturale di tutto il mondo come la metafora per eccellenza di ogni facciata ingannevole, propaganda visiva o grande opera scenografica costruita unicamente per nascondere una realtà ben diversa.

Per approfondire: www.eroicafenice.com/salotto-culturale/villaggi-potemkin-una-storia-che-arriva-fino-ai-giorni-nostri

 
Una riproduzione d’epoca dei celebri villaggi Potëmkin (1787).
Una riproduzione d’epoca dei celebri villaggi Potëmkin (1787).
 
 

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