Oggi vi segnalo un luogo particolare e prezioso in Sardegna. È il Giardino Sonoro di San Sperate, un museo a cielo aperto, a pochi km da Cagliari, in via Oriana Fallaci, gestito dall’associazione omonima. Il Giardino Sonoro è stato creato dallo scultore Pinuccio (Giuseppe) Sciola, formatosi nell’“l’Università della Natura” da autodidatta, come lui stesso sosteneva con orgoglio, dopo aver conseguito il diploma di Liceo artistico. Fin dagli anni ’60, Sciola ha realizzato opere sonore con pietre sarde, antiche, dal suono compatto: dal calcare con un suono squillante al basalto dal suono più profondo e scuro. Buona lettura e buon ascolto!
Le opere del Museo sono il frutto di studi focalizzati sul suono emesso dalle pietre grazie alla loro elasticità, attraverso l’interazione con le mani, altre pietre o strumenti come gli archetti; un tocco delicato, come se si accarezzasse una donna, per citare il pensiero di Sciola secondo la figlia Maria (guardate la sua testimonianza video che segue), oggi responsabile del giardino dopo la scomparsa dell’artista nel 2016.
Dunque, il giardino è nato come un vero e proprio laboratorio, al fine di creare “Un’identità in pieno connubio con la natura”, dove arte e natura si sposano. È divenuto nel tempo un sito espositivo visitabile dal pubblico, che ha la possibilità di sperimentare e suonare le pietre, e di partecipare a laboratori, organizzati anche per le scuole.
Sciola ha organizzato mostre in tutto il mondo; ha partecipato alla Biennale di Venezia, nel 2010 è nominato Presidente della commissione regionale per il Paesaggio e la qualità architettonica; nel 2013 è stato scenografo della Turandot di Giacomo Puccini, per il Teatro Lirico di Cagliari. Queste sono solo alcune delle esperienze artistiche e umane di valore dello scultore.
Musicologi e musicisti sono tutt’ora molto interessati a studiare le opere, anche perché questo tipo di studi sono abbastanza recenti e non risulta semplice la scrittura della partitura della musica delle pietre, difatti essa è incompleta, come testimonia la stessa Maria Sciola. È come se dal Do si fosse arrivati fino a un La e il resto non fosse ancora ben definito. Ci sono molte composizioni musicali prodotte, anche in combinazione ad altri strumenti ed elementi come l’acqua e il fuoco.
Il Museo a cielo aperto è descritto come “Un orizzonte di pietre megalitiche, uno spazio artistico senza tempo, in continuo divenire che permette ai visitatori di compiere un’emozionante passeggiata all’interno dell’agrumeto in un percorso senza segnali né direzioni, tra i megaliti capaci di amplificare magicamente il senso di smarrimento.
Un luogo d’arte, che si esprime in tutte le lingue del mondo, dove basalto e calcare producono suggestivi suoni arcaici, ancestrali e mistici; dove i “semi” di pietra sono seminati affinché la cultura fecondi la natura; dove i graniti, nel buio della notte, svelano attraverso la luce radente nuove superfici tridimensionali” (Fonte: sito del Giardino, link in basso).
Vi lascio alle parole di Pinuccio Sciola, nel documentario del regista Franco Fais. A seguire, una testimonianza di Maria Sciola.
Per approfondire: www.psmuseum.it/pinucciosciola
Leggete l’articolo precedente sulle curiosità culturali nel mondo.