Dal 26 febbraio al 29 marzo 2026, il Palazzo Esposizioni di Roma ospiterà “Fritz Lang 50″, una rassegna dedicata al cinema in bianco e nero del celebre regista e sceneggiatore austriaco, naturalizzato statunitense”, Fritz Lang. La rassegna è una retrospettiva in occasione dei 50 anni dalla scomparsa, che impegnerà per un mese la Sala Cinema del Palazzo, in Scalinata di Via Milano 9a, con un programma di proiezioni dei suoi intramontabili e pioneristici capolavori, a partire dal restauro di ‘Metropolis’, il grande classico distopico del 2027 ambientato nel 2026, ma, ritengo, ancora attuale, forse ancora di più, nell’era delle macchine umanizzate… e dell'”individuo” orientato al transumanesimo?
La rassegna cinematografica è curata da Palazzo Esposizioni Roma e La Farfalla Sul Mirino. È promossa dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con il Goethe-Institut Rom e il Forum Austriaco di Cultura Roma. Tra i ventidue imperdibili film della rassegna ‘Il dottor Mabuse’, ‘Il grande caldo’, ‘M – Il mostro di Düsseldorf’ e ‘La donna del ritratto’.
“Una parola sola per qualificarlo: inesorabile. Ogni inquadratura, ogni movimento di macchina, ogni taglio, ogni spostamento degli attori, ogni gesto ha qualcosa di decisivo, di inimitabile”. Le parole scelte da Truffaut suonano ancora perfette per descrivere il cinema di Fritz Lang e il suo contributo pionieristico all’idea stessa di regia cinematografica, alla possibilità di imprimere ai tanti elementi espressivi del film una visione unica, in linea con il concetto di Kunstwollen, la “volontà artistica” della cultura tedesca e austriaca.
Autore cruciale nella stagione dell’espressionismo in Germania, poi artefice di alcuni dei migliori noir girati a Hollywood, Lang è il protagonista di una rassegna che nel cinquantenario della morte ripercorre i momenti salienti della sua filmografia, rivelando uno sterminato patrimonio di invenzioni visive e narrative: rivedere oggi questi film vuol dire comprendere come sono stati codificati interi generi cinematografici, e quanto ogni thriller, ogni film di fantascienza o di spionaggio, ogni fantasy sia tuttora debitore verso il genio di Lang.
Ma vuol dire anche scoprire un cineasta che non ha paura di confrontarsi con temi impervi come quelli della colpa, del destino, della violenza e dell’ambiguità morale insita in ognuno, a cui corrisponde, sul piano visivo, la sua ossessione per le costruzioni geometriche e le architetture complesse.
Ne risulta un cinema che non smette di essere attuale e basterebbe pensare a come Metropolis, girato nel 1926 e ambientato cento anni esatti più tardi, racconti un mondo lacerato da disuguaglianze economiche sempre più stridenti, in cui la tecnologia è innanzitutto un’arma di manipolazione e sfruttamento delle masse. Una profezia “inesorabile” come il suo autore. (Dal sito ufficiale).
La prima proiezione sarà il 26 febbraio, alle ore 20 con il capolavoro di film nero in bianco e nero “Metropolis” (Foto in copertina). Germania, 1927. Con Brigitte Helm, Alfred Abel, Gustav Fröhlich, bianco e nero, durata: 149’, sottotitoli in italiano.
“Capolavoro del cinema espressionista e di tutta la storia del muto, Metropolis resta il film che meglio incarna il genio di Lang, un’epopea avveniristica in cui convivono critica sociale e misticismo e che conserva dopo un secolo un travolgente impatto visivo. Presentato nel restauro più completo esistente.”
L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti per ogni data in calendario, con prenotazione consigliata.
Per altre info e per conoscere la rassegna completa: www.palazzoesposizioniroma.it
Di seguito, un trailer del film Metropolis.
Curiosità
Nel video clip del gruppo britannico Queen del celebre brano Radio Ga Ga, pubblicato nel 1984 e incluso nell’album The works, c’è un chiaro omaggio al film Metropolis di Lang con scene del capolavoro inserite nel video, con contrapposizioni e riferimenti all’attualità.
Nella canzone c’è un riferimento anche al potere mediatico esercitato dal canale di video musicali MTV, che da circa tre anni prima dell’uscita del brano, aveva spodestato la radio dal ruolo di mezzo principale per promuovere la musica.
Curiosità 2
Proprio nel 1984, il cantante dei Queen, Freddie Mercury ha partecipato con il singolo Love Kills alla colonna sonora di Metropolis, nella versione del film pubblicata in quell’anno da Giorgio Moroder con brani e musiche di stampo rock.

