Sabrina Del Freo è una pittrice figurativa, ritrattista e realizza opere ispirate alla grande tradizione della pittura italiana. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, opera professionalmente da oltre quindici anni. Recentemente ha realizzato due grandi dipinti destinati alla Chiesa di Santa Reparata, a Casoli (CH): due tele dedicate al Martirio di Santa Reparata e a San Gilberto. Nell’articolo che segue, l’artista si presenta e ci racconta il suo percorso, soffermandosi su questo momento significativo della sua attività pittorica. Buona lettura.
La pittura di Sabrina Del Freo nasce da una ricerca profondamente legata alla figura umana, alla luce e alla capacità dell’immagine dipinta di raccontare qualcosa che va oltre la semplice rappresentazione.
Nel suo lavoro convivono lo studio della tecnica pittorica, l’osservazione del vero e una particolare attenzione alla resa della luce e del volume.
Il suo percorso si sviluppa attraverso soggetti differenti, ma mantiene una costante: la volontà di costruire l’immagine attraverso la pittura, dando alla figura una presenza concreta e cercando un equilibrio tra fedeltà al soggetto e interpretazione personale.
Il ritratto come ricerca sulla persona
Una parte importante della sua attività è dedicata al ritratto a olio su commissione.
Realizzare un ritratto significa, infatti, affrontare un soggetto che non può essere trattato semplicemente come una fotografia da riprodurre. Il volto, lo sguardo, la postura e la luce devono trovare un equilibrio all’interno della composizione pittorica.
Nel passaggio dalla fotografia alla tela, Sabrina Del Freo lavora sulla costruzione dei volumi, sui rapporti chiaroscurali e sulle tonalità della pelle, cercando di conservare la riconoscibilità della persona senza rinunciare alla natura propria della pittura.
Il ritratto a olio su commissione diventa così un incontro tra osservazione e interpretazione: la fotografia rappresenta il punto di partenza, mentre la pittura permette di costruire una nuova immagine attraverso materia, colore e luce.
Questa attenzione alla figura è presente anche nei lavori di più grandi dimensioni, nei quali la scala dell’opera modifica completamente il rapporto tra spettatore e dipinto.
La tradizione italiana e la ricerca contemporanea
La formazione fiorentina ha avuto un ruolo importante nella sua ricerca. Il confronto con la storia dell’arte italiana, con la pittura rinascimentale e barocca e con la tradizione del chiaroscuro costituisce una parte significativa del suo linguaggio.
Nelle sue opere emerge in particolare l’interesse per una pittura capace di creare profondità attraverso la luce. Le figure non vengono pensate come elementi isolati, ma inserite in uno spazio nel quale il rapporto tra zone illuminate e zone d’ombra contribuisce alla costruzione dell’immagine.
Questo rapporto con la tradizione non significa però una semplice riproposizione del passato. Lo studio dei grandi maestri diventa uno strumento per comprendere la pittura e sviluppare una propria sensibilità.
Accanto alle opere originali, Sabrina Del Freo si è infatti occupata anche di riproduzioni di dipinti storici, confrontandosi con opere della tradizione rinascimentale e barocca e con le difficoltà tecniche legate alla ricostruzione di un’immagine realizzata da un altro artista.
Due grandi tele per la Chiesa di Santa Reparata a Casoli
Un momento particolarmente significativo del percorso recente è rappresentato dalla realizzazione di due grandi dipinti destinati alla Chiesa di Santa Reparata, a Casoli (CH).
Le due tele, dedicate al Martirio di Santa Reparata e a San Gilberto, sono collocate ai lati dell’altare principale e sono state realizzate in grande formato.
Il progetto ha richiesto un approccio specifico, legato sia alle dimensioni delle opere sia al rapporto con lo spazio architettonico e con la funzione religiosa della chiesa.
Quando una superficie pittorica raggiunge dimensioni importanti, la figura assume una presenza fisica nello spazio e la composizione deve essere pensata anche in relazione alla distanza dalla quale verrà osservata.
In queste opere la luce assume un ruolo fondamentale. Il contrasto tra zone illuminate e oscurità permette di guidare lo sguardo verso le figure e di costruire una dimensione drammatica, ispirata alla tradizione caravaggesca.
Il riferimento a Caravaggio e alla pittura barocca si traduce soprattutto nello studio della luce, del chiaroscuro e della forza della figura, elementi che Sabrina Del Freo interpreta attraverso la propria sensibilità pittorica.
Il Martirio di Santa Reparata e San Gilberto
Le due tele sono state concepite come opere complementari, pensate per dialogare tra loro e con l’architettura della chiesa.
Nel Martirio di Santa Reparata, la figura della santa è costruita attraverso un attento rapporto tra luce, espressione e composizione. La direzione dello sguardo e la postura partecipano alla narrazione, mentre il chiaroscuro concentra l’attenzione sul nucleo principale della scena.
La tela dedicata a San Gilberto mantiene un analogo interesse per la figura e per il rapporto tra luce e ombra, sviluppando però una composizione distinta e coerente con il soggetto rappresentato.
In entrambe le opere la costruzione dei volumi e l’attenzione alla figura umana sono fondamentali. Il grande formato consente inoltre di sviluppare una pittura che possa essere percepita sia nel suo insieme sia nei dettagli, anche a distanza.
La pittura in relazione allo spazio
Un’opera destinata a una chiesa deve confrontarsi con caratteristiche diverse rispetto a un dipinto pensato per uno spazio privato o per una sala espositiva.
La distanza, l’altezza, la luce dell’ambiente e la presenza dell’architettura influenzano la percezione dell’immagine. Per questo i due dipinti di Santa Reparata sono stati concepiti anche in relazione al luogo nel quale sono destinati a vivere.
La pittura diventa così parte dello spazio: non soltanto un’immagine da osservare, ma un elemento capace di dialogare con l’architettura e con chi entra nella chiesa.
Una pittura costruita lentamente
Dietro un dipinto finito esiste un lavoro che spesso rimane invisibile.
La realizzazione di un’opera figurativa richiede diverse fasi: lo studio del soggetto, la composizione, il disegno preparatorio, la costruzione delle proporzioni, la definizione delle masse principali e successivamente il lavoro sul colore e sulla luce.
Nel caso delle opere di grande formato, queste fasi assumono ancora maggiore importanza. Un errore nella struttura della figura o nella composizione può diventare particolarmente evidente quando l’opera viene osservata da vicino e da lontano.
Per questo il lavoro di Sabrina Del Freo procede attraverso una costruzione graduale dell’immagine, cercando di mantenere un rapporto costante tra l’insieme e i dettagli.
Tra commissione e ricerca personale
Il lavoro su commissione rappresenta per un artista anche un confronto con esigenze e soggetti differenti.
Un ritratto nasce dal rapporto con una persona e dalla necessità di restituirne l’identità attraverso la pittura. Un’opera destinata a uno spazio religioso richiede invece un confronto con l’architettura, la funzione del luogo e la distanza dalla quale il dipinto verrà osservato.
Sono esperienze diverse, ma entrambe permettono di approfondire la stessa ricerca: comprendere come la pittura possa trasformare un’immagine in una presenza.
Il percorso di Sabrina Del Freo continua così a muoversi tra ritratto, pittura figurativa, grandi composizioni e studio della tradizione, mantenendo al centro la tecnica pittorica e l’attenzione alla luce.
Dalla dimensione intima di un volto dipinto su tela fino alle grandi opere destinate a uno spazio architettonico, il filo conduttore rimane la volontà di utilizzare la pittura per dare forma, volume e presenza alla figura.
È un percorso ancora in evoluzione, nel quale lo studio della tradizione italiana diventa il punto di partenza per una ricerca personale che continua attraverso nuove opere, nuove commissioni e nuovi progetti.
Per approfondire: www.sabrinadelfreo.it/ritrattiHome