MOR/PHE è l’innovativo progetto di moda interamente ideato e realizzato dalla giovane designer, imprenditrice, art director ed event manager Alessandra Michelini, classe 1997, cittadina veliterna da sette anni, originaria di Amatrice. Il 1° dicembre 2025, il progetto ha ricevuto l’Attestato di brevetto d’invenzione dallo Stato italiano. L’ho incontrata nel suo ufficio di Velletri (Roma), per conoscerla e dialogare con lei sul suo innovativo progetto creativo e imprenditoriale. Buona lettura!
Alessandra aveva il sogno di studiare all’Accademia di Moda, a cui però ha dovuto rinunciare per motivi economici – in Italia ha un costo importante –, per cui ha dapprima studiato Comunicazione all’università per poi lasciare e laurearsi in Moda alla Sapienza di Roma, nel 2024.
Si racconta
Venendo da un piccolo paese, Amatrice, non sapevo che ci fosse anche la possibilità di studiare Moda all’università pubblica. Dopo il terremoto, un po’ mi ero isolata, stavo sempre sola all’università; non avevo neanche stretto tante amicizie, non parlavo con la gente. Ho studiato in un’università pubblica, non mi sono formata in un’accademia, quindi mi manca un po’ quella parte pratica, laboratoriale. L’università ti forma magari più dal punto di vista teorico.
Per fortuna sono sempre stata una persona creativa, ho sempre saputo disegnare. Tutto quello che poi è venuto è farina del mio sacco. Ci sono riuscita veramente con le mie forze e ho accompagnato poi al percorso universitario una specializzazione in Marketing e Comunicazione.
Ad oggi, non ho solamente MOR/PHE – nome che si rifà alla parola greca che significa “forma”, che divisa a metà da una barra diventa metamorfosi, dunque trasformazione –, ma porto avanti anche Amorea, che è un’agenzia che si occupa prevalentemente di moda. Lavoriamo anche per altre attività che sosteniamo dal punto di vista del marketing e della comunicazione o dell’organizzazione degli eventi. Nella moda invece portiamo avanti editoriali, lavoriamo per i magazine, quindi.
Quando è nato MOR/PHE?
Mentre facevo l’università, in modo naturale. Vivendo il settore moda, facendo eventi mi sono resa conto che mancava qualcosa. Ricordo precisamente che avevo un evento, stavo lì a cercare cosa mettere, vestiti già messi e rimessi e ho pensato “Pensa se questi abiti si potessero in qualche modo trasformare. Ok, non esiste, chissà se posso fare qualcosa io”.
Da lì è nato proprio l’amore verso questo progetto, è nato tutto da me senza sostegno di nessun altro ed è iniziato come un brand di abbigliamento, anche se sul mercato al momento ci sono solamente le borse. È un progetto in realtà a 360°.
Presto avremo la linea di abbigliamento, scarpe, occhiali da sole e gioielli da donna. Nel tempo ho costruito un team, tutto al femminile. Ho la fotografa di moda, Virginia Cafarotti, di Velletri, poi la make-up artist, la hair stylist, la project manager.
Ho avuto tante porte chiuse. Ho provato per tanto tempo a presentare il progetto in aziende produttrici conto terzi in Italia. Mi dicevano che non era realizzabile, senza effettivamente andare a fondo, senza neanche farmi spiegare.
Ho avuto poi la grande fortuna di incontrare una persona che ha lavorato per tanti anni nella moda ad altissimi livelli, per Trussardi, Gucci, Valentino, Prada e nel settore delle borse. Ecco perché alla fine siamo usciti subito con le borse. Grazie a lui, sono riuscita a trovare un’azienda che ha appoggiato il progetto, l’ha accolto e lui l’ha seguito fisicamente, non in Italia, purtroppo.
Parliamo di alta moda prodotta in China, ma non il made in China di bassa qualità, della moda veloce a basso costo a cui siamo soliti pensare. Parliamo di prodotti di lusso, tutto vegano. La pelle di queste borse sembra vera, ma non lo è. È materiale di alta qualità. Sono entrata in un canale sicuramente preferenziale grazie a questa persona, però il progetto l’hanno approvato per la validità del progetto.
L’innovazione di MOR/PHE consiste in un sistema modulare trasformabile. Come funziona?
Le borse sono trasformabili, quindi da un semplice modello ne possiamo ricavare diversi altri. Il sistema che è stato brevettato da poco dallo Stato italiano è proprio questo della pattina superiore della borsa che si rimuove attraverso una zip posteriore. Sotto troviamo la stessa forma della borsa, però con un suo design e un suo logo.
C’è un modello particolare dove la parte centrale è divisa in tre sezioni e, attaccata con delle calamite, si rimuove e diventa una tracollina che si può portare in autonomia. L’innovazione, la parte brevettata del progetto, è proprio quella della pattina superiore che si rimuove per il modular system di MOR/PHE, che sono delle zip interne che permettono la costruzione grazie a due laterali. Adesso abbiamo sviluppato il logo rotabile per adattarlo all’esigenza.
Il 1° dicembre 2025 hai ricevuto l’Attestato di brevetto di invenzione dallo Stato italiano. Hai sentito l’esigenza, giustamente, di tutelare il tuo brand.
Sì, la richiesta l’ho fatta immediatamente appena sono uscita sui social il 10 gennaio 2024 – oggi è il primo anniversario della nascita del progetto –. Dopo qualche settimana, con il mio avvocato abbiamo mandato la richiesta di brevetto. L’ho ottenuto in tempi brevi, perché si parlava anche di diciotto mesi in realtà. Eravamo già tutelati dalla domanda, in attesa di registrazione.
Quindi adesso sono felice, sono soddisfatta. Avere un brevetto nel settore moda non è scontato, ce ne sono pochissimi in tutto il mondo, quindi è un grande orgoglio per me, per chi mi sta intorno, per chi mi ha appoggiato dall’inizio. Non ci conoscono in tanti ancora, non mi conoscono in tanti anche sui social, perché non è semplice farsi conoscere, far conoscere un progetto nuovo, soprattutto in un momento in cui il mercato è comunque molto fermo.
E nonostante questo a settembre mi hanno chiamato per la Parigi Fashion Week. Il brand è uscito il 10 gennaio 2024, ma sul mercato ho iniziato a vendere ad aprile quando sono arrivate le borse e ho fatto comunicazione, sfilate ed eventi.
Ho inaugurato con una sfilata a Frascati in un evento che ho organizzato io e dopo una settimana sono stata chiamata da Londra per una sfilata a febbraio. È stato veramente bello vedere come tanta gente sia rimasta sbalordita dal progetto. Ho più interesse dall’estero, in realtà, sono arrivata finalista in Giappone, dove c’è stato un contest di stilisti, di designer emergenti. Mi ha chiamato la Camera di Commercio Italiana in Giappone e ho partecipato. Sono stata l’unico brand di borsa ad arrivare in finale.

Qual è la finalità del tuo lavoro?
L’obiettivo di MOR/PHE è quello di essere un po’ un faro, un modello. Dietro al progetto c’è il discorso della sostenibilità, il fatto di produrre meno ma meglio, di comprare anche meno.
L’obiettivo principale del brand è la rieducazione del consumatore medio, quindi cercare di far capire alle persone che ad oggi sono proprio vittime del fast fashion, che magari si può comprare meno, meglio, e quel meno si può modulare e utilizzare in maniera differente, a un costo reso accessibile proprio ai fini della rieducazione.
Certo, anche se non sono 1.000 euro, non tutti spendono comunque 180 euro per una borsa, ma se vogliono, possono togliersi uno sfizio. Sul sito ho inserito la possibilità di pagare anche a rate. Questo dunque è il cuore del progetto.
Per info: 379.2982432 – info@mor-phe.com
Le borse di MOR/PHE sono acquistabili online sul sito www.mor-phe.com
Serena Squanquerillo
Articolo pubblicato anche sul giornale l’Artemisio di Velletri.
Di seguito, Alessandra Michelini ci presenta il suo sistema modulare trasformabile.
