“Essi Vivono”: il cronovisore di John Carpenter che ha previsto il nostro presente

Essi Vivono il cronovisore di John Carpenter che ha previsto il nostro presente

Ci sono film considerati di serie-B, low budget, di vario genere, che in realtà hanno riscosso nel tempo un certo successo tra il pubblico diventando dei cult, tant’è che sono spesso riproposti in Tv o nei sistemi in streaming, vedi “Dirty Dancing”! Ma ci sono anche film che non è facile trovare nel mainstream, nonostante la portata delle riflessioni e delle prese di coscienza che possono innescare. Perché? Ognuno tragga le sue conclusioni.


Se dovessimo scegliere un film degli anni ’80 capace di invecchiare non solo bene, ma di diventare più reale oggi rispetto a quando è uscito, uno di questi è sicuramente il cult sci-fi Essi Vivono (They Live) di John Carpenter, del 1988. Un cult anche la sua colonna sonora, fedele alle sonorità sintetizzate di quegli anni.

Nato come una feroce critica alla “Reaganomics* e all’edonismo sfrenato del capitalismo di fine XX secolo”, il film si è trasformato con il tempo in una vera e propria lente d’ingrandimento socio-politica.

Ma come fa un film B-movie con alieni dallo scheletro a vista e occhiali da sole speciali a raccontare così bene la nostra attualità?

*Negli anni ’80, Carpenter voleva denunciare le politiche economiche di Ronald Reagan: tagli al welfare, deregulation finanziaria, smantellamento del ceto medio e mercificazione della società.

La trama: occhiali da sole per squarciare l’illusione

Nada, il protagonista interpretato dal wrestler Roddy Piper è un lavoratore edile, un emarginato che vaga per le strade di una Los Angeles segnata dalla povertà e dalle disuguaglianze.

Per puro caso, Nada entra in possesso di uno strano paio di occhiali da sole ideati da un gruppo di dissidenti. Indossandoli, il mondo svela la sua vera natura.

I cartelloni pubblicitari, infatti, non mostrano più modelle o prodotti, ma messaggi imperativi in bianco e nero: ubbidisci, consuma, riproduciti, dormi, guarda la tv, non mettere in discussione l’autorità. Le banconote hanno su la scritta “Questo è il tuo Dio”.

La classe dirigente e i ricchi si svelano per quello che sono realmente: alieni dai volti deformi e mostruosi che controllano i media e le risorse della Terra.

M’incuriosisce la scelta degli occhiali da sole, anziché da vista. Sarà per nascondersi? Per proteggersi dall’impatto? Per diventare invisibili? 


Qual è il parallelismo tra Essi Vivono e la nostra attualità?

Negli anni ’80 Carpenter voleva denunciare l’illusione del sogno americano e la mercificazione di ogni aspetto della vita.

Il discorso si potrebbe certamente applicare a qualsiasi ambito delle nostre società, oggi, con approfondimenti ad esempio sociologici, ma non è questo il canale e non rientra nelle mie competenze.

Intendo però focalizzarmi in sintesi sulla nostra Era attuale senza dubbio classificabile come “digitale e dei social media”, rispetto alla quale le intuizioni di Carpenter risultano anche profetiche.

La dittatura dell’algoritmo e la dipendenza da dopamina, il neuroormone della gratificazione e ricompensa

Nel film Essi Vivono gli alieni usano frequenze e messaggi subliminali per mantenere la popolazione addormentata. Da anni, noi teniamo un dispositivo di controllo continuamente tra le mani… 

Gli algoritmi dei social media sono progettati per catturare la nostra attenzione, spingerci al consumo continuo e distrarci dalle problematiche e disuguaglianze reali. I messaggi “Consuma” e “Compra” non sono più nascosti sotto un cartellone, ma integrati nei feed quotidiani.

La precarietà economica e la guerra tra poveri

Nada è uno dei tanti invisibili rimasti ai margini della società. Il film mostra una spaccatura netta tra una piccolissima élite al potere e una massa di persone che fatica a tirare avanti.

Il parallelismo con la nostra epoca – caratterizzata da contrazione del ceto medio, crisi legate ai beni primari e crescente divario di ricchezza, una squilibrata distribuzione delle risorse – è immediato.

Preciso che la mia non vuole essere né un’apologia, né una critica negativa a una parte politica o a un’altra, ma una riflessione condivisa partendo da una miccia, in questo caso un film.

Personalmente sento una forte spinta a trovare gli “occhiali” giusti, non per fini intellettuali, ma per svegliare sempre più la mia coscienza verso lo stato effettivo di certe dinamiche e comprendere cosa accade soprattutto a livello morale ed etico.

La fatica e il rifiuto di vedere

Una delle scene più famose del film è la rissa di oltre sei minuti tra Nada e il suo amico Frank, interpretata da Keith David.

Nada cerca di costringere Frank a indossare gli occhiali per mostragli la verità, ma quest’ultimo combatte con tutte le sue forze pur di non farlo.

È una metafora potentissima della resistenza psicologica al risveglio: accettare la realtà richiede sforzo e implica la fine del proprio conforto illusorio.

Nella nostra società saturata da continue notizie allarmanti, dalla disinformazione voluta o dovuta a ignoranza, dalla manipolazione attraverso la paura, scegliere la consapevolezza è spesso una strada scomoda. Ci si sente morire.


Essi Vivono
è un esempio di resistenza culturale

Essi Vivono non è dunque solo un film di fantascienza d’azione, ma un veicolo di denuncia e satira mascherata da B-movie.

Carpenter ci ricorda che i canali di comunicazione, i media, i libri, così come il cinema hanno il potere di proporci quegli occhiali/lenti necessari per analizzare criticamente il mondo che ci circonda.

La vera sfida è imparare a usare il discernimento in modo per noi funzionale, evitando di inabissarci in ulteriori illusioni e perderci nel caos.

Su “Racconti d’Arti”, un canale di diffusione culturale, questa è una domanda che direttamente o indirettamente propongo e che prima di tutto faccio a me stessa, perché non amo dormire se non per riposare: se ti venissero offerti quegli occhiali, avresti davvero il coraggio non solo d’indossarli ma anche di tenerli su?

Grafica realizzata con supporto dell’AI.

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