Tromsø, la “Porta dell’Artico” norvegese: il primo giorno in città e sul Monte

Tromsø, la "Porta dell'Artico" norvegese: il primo giorno in città e sul Monte

Eccoci con il secondo articolo di “Racconti d’Arti in Viaggio” sul mio recente viaggio a Tromsø, la “capitale artica” della Norvegia, dove sono stata dall’8 all’11 gennaio con un gruppo organizzato, per vivere un’esperienza principalmente dedicata a escursioni nella natura. Dopo il primo articolo in cui ho fatto una sintesi dell’intero viaggio, oggi vi racconto il primo giorno della mia vacanza, supportata da foto e informazioni, raccolte per ricerca e anche grazie alla guida di chi conosce quei luoghi. Buon viaggio!

Giorno 1 – La città

Tromsø, nella regione di Troms, è detta anche la “Porta dell’Artico” per via della sua posizione strategica nel nord della Norvegia, di cui è considerata la sua capitale artica. Si trova a circa 350 km sopra il Circolo Polare Artico, più al nord dell’Islanda e di buona parte dell’Alaska. Per approfondimenti sulla città e l’isola omonima, leggete il primo articolo

Giovedì 8 gennaio, siamo atterrati all’aeroporto di Tromsø intorno alle ore 13 passate (stesso fuso orario italiano) e con il gruppo abbiamo raggiunto in bus il Quality Hotel Saga nel centro della città, a pochi passi dal porto. A quel punto il sole era già tramontato del tutto.

Aeroporto di Tromsø
Arrivo all’aeroporto di Tromsø.

Il centro cittadino si trova sull’isola di Tromsøya (ø oppure øya: isola in norvegese) e si estende sulla terraferma tramite ponti che la collegano a est con Tromsdalen (“La valle”), ossia la parte continentale, verso la quale esiste anche un tunnel sottomarino.

Proprio nella piazza davanti all’hotel in cui ho soggiornato, si trova la Cattedrale luterana della in stile neogotico. Secondo le notizie che ho reperito da fonti dedicate sul web, si tratta della cattedrale protestante più a nord al mondo e l’unica cattedrale a essere stata costruita interamente in legno, dall’architetto Christian Heinrich Grosch, completata nel 1861. Purtroppo non sono riuscita a visitarla internamente per via degli orari incompatibili con i miei impegni e l’itinerario quasi esclusivamente dedicato alle escursioni in natura.

Un altro punto di riferimento sia religioso che artistico è la Cattedrale Artica situata più o meno a metà del ponte che collega l’isola di Tromsø alla parte continentale. Rispetto alla cattedrale luterana di cui sopra, questa chiesa è moderna e costruita in cemento: ha una facciata triangolare con mosaici colorati e un corpo diviso in più sezioni, che mi ricorda il corpo della Sfinge in una versione più squadrata. Davvero molto affascinante e d’impatto alla vista, soprattutto al buio quando è illuminata.

La chiesa è stata costruita nel 1965 sul progetto dell’architetto Jan Inge Hovig, che per l’aspetto della struttura si è ispirato a un’isoletta che vedremo nel prossimo articolo, dove racconterò della gita ai fiordi.

L’isola di Tromsø è dominata dal Tromsdalstinden (il picco di Tromsdalen), situato a est sulla terraferma, raggiungibile tramite la funivia Fjellheisen, dove è possibile godere di un panorama mozzafiato ed è presente un rifugio dove riscaldarsi, mangiare e bere qualcosa di caldo.

Ho utilizzato la funivia proprio la sera del primo giorno e devo, dire che, faceva freddo… Se non ricordo male eravamo intorno ai -10°, ma per fortuna lì c’è un freddo secco, anche se di tutto rispetto. Ogni tanto tornavo nel rifugio a riscaldarmi, dove attraverso le grandi finestre potevo contemplare la città e l’isola illuminate.

Serena e Tromsø

Il motivo per cui ogni tanto uscivo di corsa? Amavo il bruciore e il dolore alle mani per il gelo? NO! Per uno spettacolo che quella sera, per via delle forti luci cittadine non mi sarei aspettata di trovare visibile: l’aurora boreale che ci danzava davanti!

Curiosità

Al di là della diffusa ed efficiente illuminazione, in particolare dei centri urbani, funzionale per via del predominante buio invernale norvegese (per non parlare delle strade riscaldate “scioglineve”), un’altra fonte di illuminazione che attira l’attenzione, immancabile alla finestra di ogni casa e in ogni vetrina delle attività commerciali è la lanterna a forma di stella, argentata o dorata, solitamente. Si tratta di addobbi natalizi tradizionali usati nei Paesi scandinavi e chiamati “stelle di carta dell’Avvento”, che illuminano le finestre nei lunghi mesi invernali, simbolo di ospitalità. Spesso sono messe intorno a una lampadina per trasformarsi in una sorta di lanterna.

Curiosità 2

Luci d'attesa

Un’altra forma di illuminazione costante, che attira la curiosità, sono le luci sempre accese nelle ore di buio, non solo all’esterno ma nei saloni delle abitazioni, anche quando sembra non esserci nessuno in sala o in casa.

Da fuori e a una certa distanza, si può vedere l’interno delle case che non hanno tende o altro a coprire per motivi di privacy. I norvegesi sono molto discreti e, stando a quello che ci ha raccontato Daniele, una delle nostre guide che vive da molto lì, le porte non sono nemmeno chiuse a chiave, perché i casi di criminalità sono molto rari e c’è fiducia nella comunità: «Per i norvegesi anche “solo” rubare è una non-cultura».

Dunque… le luci di cui parlavo sono chiamate “luci d’attesa”. Anche questa ormai è una tradizione che nasce nel passato, quando i pescatori uscivano in mare aperto – il Mare di Norvegia, parte settentrionale dell’Oceano Atlantico –, rischiando la vita nelle eventuali intemperie. Le famiglie, in attesa del loro ritorno, lasciavano accese le luci di casa.

Curiosità 3 – Piccola sintesi storica

Racconti d'Arti in Viaggio - Tromsø

Accade in primavera e in estate, ma anche nei giorni invernali, un po’ ovunque si vedono bandiere norvegesi esposte. Si riferiscono al festeggiamento dell’identità nazionale e della Costituzione norvegese, promulgata il 17 maggio 1814. È stato il primo passo verso l’indipendenza della Norvegia dal lungo dominio danese, nato inizialmente come unione con l’Unione di Kalmar. Nel complesso il dominio è durato oltre 400 anni, dal XIV secolo fino al 1814.

Dopo la fine ufficiale della civiltà dell’Era Vichinga nel 1066, la Norvegia ha conosciuto un lungo periodo di sviluppo verso la monarchia, ma poi è stata dominata dalla Danimarca, che l’ha resa una sua provincia, fino al 1814. In quell’anno, sono arrivati gli svedesi, che hanno governato la Norvegia fino al 1905, quando il Paese ha riottenuto l’indipendenza, nella forma di monarchia costituzionale.

Giusto una pillola storica tra le informazioni ricevute dalla nostra guida Rabi e qualche ricerca.

Bene! Per ora, mi fermo qui. Nel prossimo articolo vi racconterò del secondo giorno di escursione, ai fiordi e all’Husky Camp di Tromsø in cerca dell’aurora boreale. A presto!

LEGGETE qui sotto il primo articolo, dove potete guardare la video-sintesi dell’intera esperienza. 

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